Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>36</b> Eventi da me promossi
<b>177</b> Interventi e partecipazioni a Montecitorio
<b>146</b> Impegni in Italia
<b>56 </B> Missioni e incontri internazionali
27 luglio 2017
Sobrietà della politica ś. Antipolitica no
Con l'approvazione della legge a prima firma del deputato Pd Richetti, la Camera ha inteso completare la nuova normativa sui trattamenti pensionistici dei deputati. La rincorsa del M5S ad attribuirsi il merito della legge è tanto più ridicola se solo si avesse la pazienza e l'onesta' intellettuale di ricostruire la storia di questi ultimi anni. Il Parlamento e il Pd non hanno certo aspettato i 5S per prendere misure di buon senso e di sobrietà nei costi della politica. La riforma "di sistema" sui vitalizi infatti l’abbiamo approvata nel 2011, abrogando il vecchio istituto e introducendo per i parlamentari un regime di calcolo contributivo uguale a quello degli altri trattamenti pensionistici. In questa stessa direzione siamo andati molto avanti lungo tutta questa legislatura e credo dobbiamo essere tutti orgogliosi di aver risparmiato 350 milioni dal bilancio della Camera intervenendo chirurgicamente sia sul funzionamento della "macchina" sia sui trattamenti dei deputati. Vorrei dunque che, mentre infuria la demagogia,  rivendicassimo il lavoro fatto, compresa la delibera che su mia proposta ha preso a marzo 2017 l'Ufficio di Presidenza con la quale abbiamo già apportato un taglio ai vitalizi più alti con un risparmio concreto di 2,6 milioni l'anno. Alcuni colleghi - del nostro e di altri gruppi - hanno espresso perplessità e dissensi sulle specifiche soluzioni individuate dalla Legge Richetti. Non entro nei dettagli, vorrei però che fosse chiaro che il tema di lavorare per restringere la distanza tra i cittadini e la politica è cruciale per tutti noi. Ma se non raccontiamo correttamente quello che facciamo, se non affermiamo una visione nostra, fortemente schierata a difesa delle istituzioni, contrastando chi invece nascondendosi dietro la ‘rabbia’ degli italiani vuole solo distruggere la dignità del Parlamento, non facciamo un buon servizio alla democrazia. Credo infatti che si debba riflettere sul messaggio politico e culturale che vogliamo mandare anche con la legge sui vitalizi. Personalmente ritengo sia necessario avere rispetto per quei parlamentari di un'altra stagione politica (non parlo dell’oggi) che facevano i funzionari di partito, vivevano molto modestamente e poi alla fine della loro "militanza" magari venivano mandati in Parlamento per avere anche una pensione decente. Sono situazioni irripetibili, che però ci dicono anche del perché si stabilì nella Costituzione e nelle leggi che i parlamentari dovevano essere trattati diversamente dai "lavoratori": per tutelare la funzione parlamentare, per garantire a ciascuno l'autonomia (dal padrone, dai poteri forti o magari dal leader prepotente di turno), per consentire anche a chi non ha mezzi propri di essere eletto e svolgere adeguatamente il mandato parlamentare. Per queste ragioni, ritengo che il Pd possa e debba accompagnare l'approvazione della Legge Richetti con un'iniziativa politica più forte possibile, nei fatti oltre che nella comunicazione, per distinguersi da chi continua a spargere disprezzo per le istituzioni e per la politica. Come ci spiegano ogni giorno esperti politologi e comunicatori la bravura sta nel fare noi l'agenda politica anziché farcela scrivere dagli altri. Ai cittadini la sobrietà della politica sta certo a cuore ma non scambiamo la popolarità e il consenso con il numero di "like". Se non sapremo indicare risposte credibili per il lavoro dei giovani, per le pensioni di tutti, per la crescita economica delle nostre piccole e medie aziende, per il welfare del terzo millennio, per l'Europa necessaria, non saremo comunque convincenti. Abbiamo le carte in regola per dettare noi l'agenda su questi temi, smascherando gli slogan vuoti degli altri. Quindi, mentre Parlamento e Governo completano il percorso delle riforme possibili, lavoriamo sodo sui contenuti e non perdiamo l'occasione della Conferenza programmatica.

 

Vedi gli altri editoriali

Marina Sereni, 2009-2015