Marina Sereni
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09-07-2017
ROSATO: "ABBIAMO FATTO QUEL CHE ANDAVA FATTO PER SALVAGUARDARE UN SISTEMA ECONOMICO"

 

DICHIARAZIONE DI VOTO DI ETTORE ROSATO
CAPOGRUPPO PD

Grazie, Presidente. Credo che nel Parlamento sia normale avere idee diverse, anzi direi che è un nostro dovere avere idee diverse ed è normale che il dibattito si sviluppi come tale. Tuttavia in questo caso abbiamo assistito a due giornate di dibattito veramente surreale in cui, da una parte, avevamo dallo yacht, da un panfilo chi ci diceva che abbiamo dato 83 miliardi alle banche senza neanche spiegarci come; dal panfilo ce lo diceva: 83 miliardi alle banche. Dall'altra parte poi ci dicono che dobbiamo mettere più soldi per darli agli azionisti, agli obbligazionisti e ci spiegavano che bisogna mettere altri soldi per trovare soluzioni per tutti. Questa inconcludenza e questa politica dal punto di vista economico simile a quella di Maduro a cui voi vi ispirate non solo per la politica economica ma anche per altri modelli di politica e siete venuti qui a spiegarci che quello era il vostro modello di leader politico, penso che su questo noi non andiamo da nessuna parte. Se noi avessimo seguito le indicazioni che arrivavano dalla parte del MoVimento 5 Stelle, ci saremmo trovati di fronte a una situazione chiara: al fallimento di un sistema bancario che si portava dietro il fallimento di un sistema territoriale, alla situazione di crisi di 200.000 imprese che su quelle banche hanno appoggiato i loro conti, i loro crediti, le loro linee di credito, al fallimento di un sistema che portava dietro la crisi delle famiglie che su quel sistema bancario avevano appoggiato le loro risorse. La vostra ossessione sono le banche: banche, banche, banche ; la nostra ossessione sono i risparmiatori, i clienti, i dipendenti, le imprese che utilizzano quelle banche.

Abbiamo due ossessioni diverse: voi avete l'ossessione delle banche, noi abbiamo l'ossessione della gente. Sono problemi diversi! E noi ai problemi delle imprese, ai problemi dei risparmiatori ci siamo impegnati. Il decreto-legge non è perfetto: guardate, non è perfetto. Come sempre tutti i provvedimenti sono migliorabili. Intanto abbiamo avuto un dibattito in Commissione in cui nella prima giornata siamo riusciti, grazie all'ostruzionismo del MoVimento 5 Stelle, a discutere sei emendamenti alla faccia di chi voleva entrare nel merito e trovare soluzioni sui problemi.

Poi ci siamo fatti carico delle necessità prime: 50 miliardi di risparmi; 10.000 dipendenti; 900 sportelli bancari; 100.000 imprese che si rivolgono a quel mondo. Cosa dovevamo fare? Dovevamo trovare una soluzione immediata e la soluzione immediata è stata trovata. L'altra soluzione era lasciare che le banche fallissero naturalmente, soluzione che noi non abbiamo mai preso in considerazione. E le responsabilità di chi ha amministrato quelle banche - lo dico con forza - sono enormi , gigantesche e noi vogliamo che si vada fino in fondo su quello; che la magistratura faccia il suo mestiere ma bisogna aver fiducia nella magistratura non a fasi alterne. Abbiamo fiducia che la magistratura farà la sua parte e andrà fino in fondo per trovare le responsabilità di quegli amministratori e le pene per quegli amministratori ci sono: bisogna applicare le regole. Lo dico con chiarezza anche perché ho sentito che c'è chi vota contro questo decreto-legge perché non abbiamo aggravato le pene per gli amministratori: signori, non prendiamoci in giro, non è che si possono aggravare le pene dopo che i reati sono stati commessi perché è leggermente incostituzionale. Quindi, se qualcuno dice che vota contro perché bisognava aggravare le pene lo dice con una chiarissima - perché io riconosco l'intelligenza nei miei colleghi - motivazione che è solo strumentale e non ha niente a che fare con questo provvedimento. Noi vogliamo che si vada fino in fondo e anche la Commissione di inchiesta sulle banche - quella che abbiamo istituito - deve servire per andare fino in fondo a trovare le responsabilità degli amministratori e di chi non ha fatto i controlli fino in fondo, quei controlli che dovevano essere fatti magari anche su quelle obbligazioni che sono state emesse in un momento in cui era evidente cosa sarebbe successo a quelle banche.

Il Veneto è una regione economicamente forte. È una regione economicamente forte e se non la conoscete andate a girare, andate a girare un po' in quelle imprese e vi accorgerete che c'è un tessuto imprenditoriale, in quella regione, che rende forte il nostro Paese 

. Il Veneto è una regione economicamente forte  Per questo devo dire, con grande lealtà da parte nostra, che quando abbiamo provato a dire di fare una ricapitalizzazione dove c'è lo Stato vicino ma c'è anche un tessuto imprenditoriale che si assume un pezzo di responsabilità il vedere che questa responsabilità in quel tessuto imprenditoriale non è stata assunta è un punto che noi dobbiamo tener presente.

Del carico complessivo dei problemi di quel mondo economico e di quel mondo produttivo ce ne siamo fatti carico noi, non con un regalo a nessuno, non con un regalo a nessuno perché non abbiamo regalato niente a nessuno. Anche questa è una grande bufala. Poi, può funzionare fuori da qui, ma qui sappiamo che quei 20 miliardi che sono stati autorizzati - e io riconosco anche il voto di un pezzo dell'opposizione, che su quella autorizzazione al superamento del debito ha dato il suo contributo leale - sono un prestito che noi abbiamo fatto e che, come ha già dimostrato il passato, ritornerà nelle casse dello Stato .

Anzi, aggiungo che quando voi ci attaccavate sulla misura che abbiamo adottato sul Monte dei Paschi di Siena, 640 milioni in più sono tornati nelle casse dello Stato. E quando voi dite che la nostra politica e gli strumenti che abbiamo messo a disposizione per recuperare i crediti inesigibili sono inefficaci, sbagliate anche lì. Sui crediti inesigibili del Banco di Napoli il 90 per cento è stato recuperato. E, allora, questo strumento, che abbiamo proposto noi, ci consentirà anche di far tornare un po' di risorse nei prossimi anni ai risparmiatori che non sono tutelati da questo decreto.

Faccio, poi, un'altra sottolineatura sul punto che si dovevano cambiare le date rispetto agli obbligazionisti, perché ci sono delle obbligazioni che non sono state recuperate e non sono state tutelate. Allora, signori, quelle obbligazioni rendevano l'11 per cento. Quelle obbligazioni rendevano l'11 per cento! Chi va in banca e compra un'obbligazione che rende l'11 per cento si chiede come mai rende l'11 per cento? Io sono per trovare le misure per tutti, anche per quei risparmiatori lì , ma dobbiamo essere consapevoli che quando si parla di soldi pubblici dobbiamo saper fare le distinzioni.

Ma tutti i disastri non sono cominciati per caso. Quando si è insediato il Governo Renzi e, in continuità, il Governo Gentiloni noi abbiamo aperto dei cassetti e abbiamo trovato dentro delle cose che negli ultimi 15 anni non sono state fatte: prima tra tutte è la riforma delle banche popolari. Infatti, se ne non tiravamo fuori quella legge lì - e anche lì avevamo l'opposizione di un certo mondo che diceva: “Ma lasciate le banche popolari in pace e non disturbatele, perché sono le banche che non daranno mai problemi a nessuno” - e non facevamo la riforma delle banche popolari oggi il sistema bancario italiano sarebbe in una situazione molto, molto, molto grave e quella riforma che abbiamo fatto ha consentito di circoscrivere i problemi e ha consentito di farli emergere, perché i problemi già c'erano. Oppure qualcuno pensa che quello che faceva Zonin ha cominciato a cambiare dal giorno dopo all'adozione della norma sulle banche popolari? Noi abbiamo aperto un coperchio, abbiamo scoperchiato la pentola, abbiamo mostrato cosa c'era già dentro.

Società sottocapitalizzate, gestione opaca, crediti mal gestiti, tutto questo era compito della politica, una responsabilità della politica, e noi la riforma sulle popolari l'abbiamo fatta, così come abbiamo accompagnato l'autoriforma delle fondazioni e così come abbiamo accompagnato la riforma del credito cooperativo.

Allora, Presidente, penso che noi abbiamo fatto quello che andava fatto per salvaguardare un sistema economico. Abbiamo salvaguardato le banche non perché ci occupavamo delle banche, ma perché ci occupavamo dei loro clienti, dei risparmiatori e delle imprese che stavano intorno a quel mondo. Ci siamo assunti la responsabilità perché non esiste un sistema economico dove le banche non funzionano. Noi pensiamo che le banche servano, noi pensiamo che l'uomo è arrivato sulla luna e pensiamo che un sistema bancario è indispensabile per far funzionare il sistema delle imprese, anche e soprattutto in un sistema come quello del Veneto, che è la spina dorsale del sistema produttivo nazionale.

Presidente, votiamo a favore con convinzione su questo decreto. Lo votiamo nella consapevolezza che ci sono dei problemi aperti, e su questi impegniamo il Governo - e lo abbiamo fatto anche in questo dibattito - ad affrontarli nei prossimi mesi e nelle prossime settimane. Ma con questa consapevolezza, noi siamo quelli che le responsabilità se le assumono, perché la distinzione in politica è tra chi le responsabilità se le assume e si occupa dei problemi e chi, invece, li denuncia e, anzi, i problemi spesso li alimenta, e questi non saremo certo noi .

Marina Sereni, 2009-2015