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Verso il congresso del PD
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E' stata una giornata di straordinaria mobilitazione: tre milioni al voto, un dato che ci riempie di soddisfazione e di orgoglio. Il popolo di centrosinistra, il popolo delle primarie ci ha dato un'altra chance. E' una vittoria dell'opposizione democratica e riformista, è un segno di vitalità del Pd e conferma che dai risultati delle elezioni europee si può ripartire, rilanciando il progetto del Partito Democratico per costruire un'alternativa a questa destra confusa, inconcludente, pericolosa. Credo proprio che sarà impossibile, dopo questo 25 ottobre, rimettere in discussione la novità delle primarie come strumento "ordinario" di partecipazione degli elettori alla vita del nostro partito.
Il popolo delle primarie ha scelto Bersani. Non era la mia scelta, ma oggi è giusto e doveroso non solo riconoscere la nettezza del risultato, ma anche fare ciò che abbiamo detto in ogni iniziativa pubblica durante la campagna congressuale: dare al segretario eletto con le primarie il sostegno leale necessario per affrontare le prossime scadenze a cominciare dalle elezioni regionali. SEGUE...

Che partito si aspetta chi verrà a votare alle primarie del 25 ottobre? Un partito che faccia un'opposizione intransigente e propositiva al tempo stesso. C'è chi critica Franceschini per aver usato toni e argomenti molto netti contro il governo sia da segretario che da candidato. Credo invece che questo sia un punto di forza della proposta di Dario e anche segno di autonomia dai condizionamenti esterni e interni. Il Pd è nato per costruire un campo progressista alternativo alla destra. Ha ragione Prodi quando dice che le forze riformiste in Europa in questi decenni hanno avuto il torto di essere culturalmente subalterne alla destra liberista, avendo coltivato l'illusione che bastasse "correggere" le politiche conservatrici. Oggi, di fronte alla fine di un certo modello di capitalismo (mercato senza regole, finanza più importante di produzione e lavoro, individualismo e consumismo privato più che beni pubblici, etc) negli Stati Uniti vince un'idea radicalmente diversa da quella che ha dominato per molti anni di qua e di là dall'Atlantico. SEGUE...

Le primarie del 25 ottobre si avvicinano e ci sono alcune domande che sento farmi da compagni e amici che incontro. In primo luogo: dopo il 25 ottobre davvero saremo tutti uniti? Credo che per essere davvero uniti dopo le primarie dobbiamo fare ora un confronto franco, parlare il linguaggio della verità, rendere chiari i punti in comune e i punti di differenza tra i candidati. La prima questione: è giusto o no che siano gli elettori a scegliere il segretario? Per noi sì. Chiedo a Pier Luigi di essere chiaro. E' vero che nella sua mozione non c'è scritto che si vogliono abolire le primarie, ma converrà che essendo stato il tema molto utilizzato da suoi autorevoli sostenitori la sua risposta oggi deve andare oltre quello che "non c'è scritto". Seconda questione: la vicenda del partito al Sud. Rinnovare la classe dirigente? Per noi sì. Uno sguardo ai capilista che sostengono Bersani alle primarie dà molto nettamente il segno della portata del problema.  Infine le alleanze e il profilo."Se vince Bersani - ha detto più volte Tabacci - si apre un grande spazio per il centro": ecco io credo che questo metta in discussione il progetto del Pd. E Bersani che pensa?

"Rispettare il popolo delle primarie. Credo che la sollecitazione di Eugenio Scalfari volesse in primo luogo essere questo. Se chiamiamo gli elettori a scegliere il segretario nazionale del Pd, se siamo convinti che questa innovazione  nel rapporto tra i cittadini e la politica debba essere difesa e consolidata, la sola idea che l'assemblea dei delegati possa non tener Conto di chi ha preso più voti il 25 ottobre è una contraddizione insostenibile". Lo sostiene la vice capogruppo del Pd alla Camera, Marina Sereni. "E' legittimo che Marino corra per Vincere e nessuno gli chiede  di non fare la sua battaglia fino in fondo. Ciò che gli è stato
chiesto, a lui come a tutti i candidati, e' di non prestarsi, qualora nessuno superi il 50%, a quegli accordi di potere, a quegli opachi compromessi -conclude Sereni- a quei giochi da vecchia politica contro i quali oggi chiede il voto ai suoi sostenitori".

Gli elettori dei Pd hanno il diritto di sapere cosa pensano i candidati sulle modalità di elezione del segretario nazionale". Ieri Franceschini è stato netto: ‘Se sarò confermato segretario non toglierò al popolo delle primarie il diritto di eleggere il segretario del Pd'. Oggi il presidente Violante esprime chiaramente la sua opinione, legittima: ‘E' impensabile che il segretario di un partito non sia scelto dai suoi iscritti, ma dai suoi elettori'. Mentre il presidente D'Alema afferma che non si può mantenere il doppio passaggio iscritti-elettori senza chiarire esplicitamente quali dei due abolirebbe. Leggo che Penati sostiene che anche i parlamentari saranno selezionati con le primarie, ma siccome ora si sceglie il segretario del Partito Democratico e non i deputati/senatori, la domanda alla quale si deve rispondere è: il 25 ottobre, se vincesse Bersani, sarebbe l'ultima volta che gli elettori del Pd saranno chiamati a scegliere il loro leader?". 

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