Si respira un clima pesante nella destra italiana, nelle Aule e nei corridoi di Montecitorio regnano l'incertezza, la confusione, il retroscena sui colloqui veri o presunti tra esponenti politici dei due schieramenti. E intanto fuori, nel Paese reale, ci sono lavoratori che perdono il posto, ragazzi e ragazze che non hanno alcuna certezza per il futuro, imprese che faticano a resistere alla crisi, terremotati abruzzesi che non vedono la prospettiva di una vera ricostruzione (...). I fatti di queste ore ci consegnano una rottura drammatica nel Pdl e una crisi istituzionale che richiedono una iniziativa da parte del Pd. Ci sono due dati da cui il maggior partito dell'opposizione non può prescindere: è necessario mettersi in sintonia con le persone in carne ed ossa, con chi lavora e produce, con i problemi veri dell'Italia, fare un'opposizione efficace e denunciare con forza che questo centrodestra non è in grado di governare. Al tempo stesso dobbiamo saper vedere che siamo di fronte al fallimento del Pdl e alla conclusione di una lunga stagione politica che ha segnato nel bene e nel male (per noi più nel male che nel bene) la vita di questo nostro Paese negli ultimi due decenni. Attenzione, Berlusconi non è ancora uscito di scena, combatte, cerca in ogni modo di distruggere gli innumerevoli ostacoli che sta incontrando nel suo cammino: Fini è il primo della lista ma non è l'unico, ormai la partita del "dopo Berlusconi" è aperta nel centrodestra e la Lega può decidere di separare il suo destino da quello del Premier. Di fronte a questo scenario, oggettivamente in movimento, il Pd non può stare fermo e condannarsi all'irrilevanza. Leggi tutto...