Marina Sereni
Marina Sereni
"Sono giorni e ore di trepidazione per la sorte delle persone ospiti dell'Hotel Rigopiano sul Gran Sasso travolto dalla slavina. Sono giorni e ore di paura e di disagi pesanti per le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto e dal maltempo. Di tutto hanno bisogno quei cittadini tranne che di polemiche e divisioni. Di tutto hanno bisogno i funzionari, i militari, i volontari impegnati in quei territori a portare i soccorsi fuorché di critiche senza costrutto da chi sta al caldo dietro una telecamera. La Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, il Commissario Errani, i Presidenti delle Regioni, i Sindaci delle zone colpite stanno lavorando da mesi". [segue...]
L’Ufficio di Presidenza di Montecitorio ha avviato oggi l’esame della proposta di regolamentazione dell’attività di rappresentanza di interessi nelle sedi della Camera dei Deputati, che ho avuto l’incarico di predisporre sulla base di una decisione della Giunta del Regolamento di alcuni mesi fa. Alcuni colleghi hanno chiesto ancora qualche giorno per riflettere ed eventualmente presentare proposte emendative - c'è tempo fino al 26 gennaio - , ma credo di poter dire che la direzione di marcia è tracciata. Quando l’ipotesi di delibera sarà perfezionata e approvata la Camera dei Deputati istituirà per la prima volta il Registro dei soggetti che svolgono professionalmente attività di rappresentanza di interessi nei confronti dei deputati con l’obiettivo di rendere pubblica e trasparente l’iniziativa delle cosiddette 'lobby'. [segue...]
"E' giusto che l'Ue chieda agli Stati membri di avere conti in ordine e finanze a posto, ma lo stesso rigore deve essere utilizzato anche quando gli Stati sono inadempienti sull'immigrazione e altri dossier. Lo stesso impegno ci sia per favorire la crescita e l'occupazione". Le parole sono del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oggi ad Atene, durante il suo colloquio con il presidente Prokopis Pavlopoulos.  Parole sagge che condivido in pieno,  sempre e comunque, ma che oggi assumono per me un significato ancor più condiviso mentre leggo della conferma dell’arrivo della lettera della Commissione Europea al nostro Tesoro. [segue...]
Washington, Davos, Londra, Berlino, Mosca... Bruxelles: di sicuro gli assetti geopolitici globali stanno cambiando rapidamente e profondamente. Più incerto il segno prevalente di questo mutamento e le conseguenze che ne deriveranno.

Siamo alla vigilia dell'insediamento alla Casa Bianca della nuova Amministrazione Trump a e gli interrogativi su quanto e come "The Donald" realizzerà le sue promesse e minacce elettorali sono ancora molti. Tuttavia è già chiaro che rispetto al recente passato il suo rapporto con l'Europa sarà assai meno "amichevole", che l'impegno americano nella Nato sarà meno generoso, che con Putin cercherà una relazione privilegiata, che tenterà di cancellare o ridimensionare trattati recenti come quello sul clima, che avrà un atteggiamento "pro business" ma non "pro market" il che apre la strada a politiche protezionistiche, possibili tensioni commerciali e accordi bilaterali misurati sulla convenienza del momento.

Il Global Economic Forum di quest'anno a Davos ha offerto almeno due novità: una attenzione particolare - ovviamente tardiva - alle diseguaglianze crescenti conseguenza di processi di una globalizzazione privi di adeguati meccanismi di riequilibrio e redistribuzione; un inedito protagonismo della Cina che con il Segretario del Partito Comunista Xi Jin Ping si è presentata come portabandiera del libero mercato...

Negli stessi giorni Theresa May ha illustrato la sua idea di Brexit con toni molto netti, prefigurando un divorzio totale dall'Unione Europea pur mantenendo un impegno a cooperare nell'ambito della NATO sui temi della sicurezza. L'atteggiamento del governo britannico sembra aver trovato d'altra parte una sponda nel nuovo Presidente degli Stati Uniti che promette una relazione speciale con il Regno Unito anche in funzione anti-UE.

A Berlino si avvicina la scadenza elettorale e forse anche per questo in pochi giorni sono partite da lì verso l'Italia critiche piuttosto ruvide e poco comprensibili sul tema dei controlli per la omologazione delle auto prodotte da Fca mentre dalla Commissione Europea arriva una richiesta di correzione dei conti pubblici italiani ispirata ad una interpretazione particolarmente rigida delle regole di bilancio. Il vertice bilaterale che ha visto ieri un faccia a faccia tra la Cancelliera Merkel e il Presidente del consiglio Gentiloni - oltre che un incontro sui temi economici con i ministri Calenda e Gabriel - è stato l'occasione per chiarire il nostro punto di vista e per mettere in evidenza una preoccupazione che credo non possa essere solo italiana.Possiamo permetterci come europei di dividerci sulle regole e le politiche dell'Unione mentre intorno a noi tutto sta cambiando? Possiamo continuare a considerare prioritarie le politiche di rigore finanziario senza domandarci le conseguenze sulla crescita e l'occupazione in un momento in cui l'insoddisfazione e l'insicurezza cresce tra ampie fasce di europei dei ceti medio-bassi? Possiamo rimandare ancora a lungo un'efficace distribuzione degli oneri e delle responsabilità nella gestione dei flussi migratori? [segue...]

<b>818</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>29</b> Eventi da me promossi
<b>103</b> Interventi a Montecitorio
<b>99</b> Impegni in Italia
<b>47 </B> Missioni e incontri internazionali

Uno studio in America dimostra quanto poco i giovani sappiano riconoscere le falsità che circolano in rete. Vi segnalo l'articolo di Federico Rampini su La Repubblica.

 

19 gennaio 2017 ---Nativi digitali: i ragazzi venuti al mondo quando Internet esisteva già. Abituati a muoversi nelle nuove tecnologie come pesci nell' acqua, dovrebbero essere i più smaliziati e astuti nel percepire i tranelli della Rete, giusto? Sbagliato. Al contrario, per la maggior parte non sanno distinguere notizie false o vere, fonti serie o inattendibili, teorie scientifiche o bufale oscurantiste, rivelazioni credibili o leggende metropolitane. Insomma i "nativi" sono di un' ingenuità disarmante. E molto pericolosa: per loro stessi, per la società, per la salute delle nostre democrazie.

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L'Alta rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri, Federica Mogherini a  un anno dall'accordo sul nucleare tra Iran e  Ue, Francia, Cina, Russia, Usa, Germania e Gb su La Repubblica.
Esattamente un anno fa, il 16 gennaio del 2016, l' Unione europea, la Cina, la Francia, la Germania, la Russia, il Regno Unito, gli Stati Uniti e l' Iran hanno avviato l' implementazione del Piano d' azione congiunto globale sul programma nucleare iraniano. È stato il frutto di scelte coraggiose, capacità di leadership politica, determinazione collettiva e lavoro intenso. A un anno di distanza, possiamo dire con chiarezza che l' accordo sta funzionando e dev' essere mantenuto. A quelli che hanno espresso perplessità, sia sulle condizioni dell' accordo sia sull' idea stessa di stringere un patto con l' Iran, voglio dire che è arrivato il momento di analizzare con attenzione i fatti. [segue...]

Partito Democratico
AREA Dem
Forum Terzo Settore
Marina Sereni, 2009-2015