Marina Sereni
Marina Sereni

Vi propongo la mia relazione all’inaugurazione dell’ VIII edizione del Master di II livello in "Processi decisionali,, lobbying e disciplina anticorruzione in Italia e in Europa" dell'Università di Torvergata che abbiamo ospitato alla Camera dei Deputati. Mi sono soffermata su: “La risposta della politica alla domanda di regolazione” perché, come forse sapete, Montecitorio si è dotato dall'8 febbraio scorso del regolamento dell'attività di rappresentanza di interessi nelle sue sedi. Ecco il mio contributo.
L’attività di lobbying – o, meglio, l’attività di rappresentanza di interessi o di relazione istituzionale svolta dai gruppi di pressione per influire sul processo decisionale – è da tempo un fenomeno con il quale i Parlamenti devono confrontarsi e che sono chiamati a regolare.

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”EQUITA', RIGORE, 2,4 MILIONI DI RISPARMIO CONTRO PROPAGANDA E RISPARMI ZERO”
L'ufficio di presidenza della Camera, approvando la nostra proposta sui vitalizi, ha assunto una misura di equità e di rigore che incide sui trattamenti più alti dei deputati che percepiscono il vitalizio secondo il vecchio sistema. Anziché la propaganda a noi stanno a cuore i dati concreti. La proposta del M5S non comportava alcun risparmio e non teneva conto dell'abolizione dei vitalizi parlamentari avvenuta nel 2012. Una riforma radicale che ha segnato per tutti i parlamentari in carica il passaggio dal regime retributivo a quello contributivo e che ha portato a 65 anni l'età minima per percepire l'assegno.

Quella riforma non incideva, né poteva sul passato e questa è l'anomalia sulla quale, tenendo conto della giurisprudenza più recente in materia, oggi interveniamo. [segue...]

 La risposta a chi, nascondendosi nel buio,  imbratta i muri di una cittadina del Sud relegando la sua rinascita alla sottomissione alle cosche -  una sottomissione eterna che però ha portato soltanto un’arretratezza endemica -  la stanno dando quei parenti delle vittime, quei ragazzi e quelle ragazze, quegli amministratori onesti che stanno riempiendo le strade di Locri dietro a uno striscione che parla di  “luoghi di speranza  e di “testimoni di bellezza”. L’associazione Libera di Don Ciotti, che ieri è stato fatto bersaglio dalle scritte sui muri del vescovado di Locri, ha scelto questa difficile piazza per celebrare la XXII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. [segue...]
Stasera la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto n. 8, recante nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dai terremoti del 2016 e del 2017. A nome del Partito Democratico ho fatto la dichiarazione di voto favorevole. Oggi dedico l’editoriale della mia newsletter a questo tema. Ecco la sbobinatura  e il video del mio intervento in aula.
 
Grazie, signora Presidente. Colleghi, rappresentanti del Governo, consentitemi una considerazione prima di entrare nel merito del decreto: siamo alle prese con una situazione di eccezionale gravità. Io vorrei che noi avessimo tutti la stessa consapevolezza, siamo di fronte ad una dimensione straordinaria, sia sotto il profilo quantitativo che sotto il profilo qualitativo: quattro regioni, 140 comuni, un'area molto vasta coinvolta da questa calamità naturale e delle aree interne che già prima del sisma avevano problemi di spopolamento e di difficoltà. Pensiamo al numero delle scosse, 59mila,  di cui nove pari o superiori al quinto grado. Pensiamo alla dinamica dei sopralluoghi, alla durata di questo evento sismico, cominciato ad agosto e ancora in corso, 142.000 sopralluoghi, richieste per oltre 200.000 istanze. Pensiamo al sovrapporsi di diverse calamità naturali: il terremoto, ma anche un'eccezionale ondata di maltempo, pensiamo alle migliaia e migliaia di persone che sono state e sono assistite ancora oggi dalla Protezione civile e dal commissario. Vorrei dire al collega Fabrizio Di Stefano, Forza Italia (Applausi dei deputati del gruppo del Partito democratico),  che non c'è nessuno senza un tetto sopra la testa in questo momento: non ce n'è nessuno in nessuna delle quattro regioni colpite dal terremoto. Perché richiamo all'attenzione nostra, di tutti noi questa dimensione straordinaria del problema che abbiamo davanti? Perché questo non è il primo provvedimento e non sarà l'ultimo, cari colleghi, non potrà mai essere l'ultimo perché siamo di fronte ad un problema gigantesco con il quale dovremo fare i conti in tutta questa legislatura e, per chi tornerà in queste aule,  anche nella prossima. Ci sono migliaia di famiglie, migliaia di imprese, molti, moltissimi soggetti che sono coinvolti. Non siamo stati e non siamo fermi però. Ha lavorato la Protezione civile, ha lavorato il commissario, hanno lavorato i 140 sindaci coinvolti, hanno lavorato le Regioni, ha lavorato il Parlamento, ha lavorato il Governo. Se vogliamo guardare alle risorse con questo decreto-legge aggiungiamo poco, 53 milioni in più,  ma intanto con il primo decreto tra minori entrate, cioè tasse che non vengono pagate, e maggiori spese abbiamo messo 922 milioni di euro; con la legge di bilancio per il 2017 abbiamo messo 7 miliardi e 100 milioni di euro; con il decreto-legge n. 244 del 2016 abbiamo messo altri 32 milioni di euro; con cinque delibere del Consiglio dei ministri abbiamo messo altri 230 milioni di euro. Non sono pochi: non basteranno, ma non sono affatto pochi, perché, e mi rivolgo ai 5S,  dovete dire cose non vere ai cittadini?
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<b>859</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>31</b> Eventi da me promossi
<b>116</b> Interventi a Montecitorio
<b>108</b> Impegni in Italia
<b>47 </B> Missioni e incontri internazionali


Il 14 marzo scorso, Alfredo Reichlin, che si è spento due giorni fa, ha scritto il suo ultimo articolo per L'Unità. Ve lo ripropongo.

Sono afflitto da mesi da una malattia che mi rende faticoso perfino scrivere queste righe. Mi sento di dover dire che è necessario un vero e proprio cambio di passo per la sinistra e per l' intero campo democratico. Se non lo faremo non saremo credibili nell' indicare una strada nuova al Paese. [segue...]



Il Messaggero, quotidiano della Capitale, dedica ampio spazio al sessantesimo dei Trattat di Roma con articoli e commenti. Vi segnalo le  prese di possione del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e di Romano Prodi.
"Il 25 marzo Roma sarà, come le spetta, di nuovo al centro dell' attenzione di tutta l' Europa. Se riusciremo a far rivivere lo spirito di fiducia del 1957, tracciando una strada per rispondere alle sfide di questo momento storico, noi europei avremo fatto un passo importante in direzione del futuro", auspica Gentiloni. Ma Prodi sottolinea i ritardi e conclude con: "come recita un antico proverbio: Roma non è stata fatta in un giorno. Figuriamoci l' Europa".  

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Marina Sereni, 2009-2015