Marina Sereni
Marina Sereni
Il rapporto dell'Istat di ieri  ci ha confermato dei dati duri sulle condizioni materiali di milioni di nostri concittadini. Un italiano su quattro è povero o a rischio di povertà, tra questi sono più esposti i giovani, gli abitanti del Mezzogiorno, le famiglie numerose e monoreddito... Nulla di nuovo, si potrebbe dire. Da molti anni le ricerche sociali mettono in evidenza una crescente diseguaglianza, la crisi ha in realtà soltanto aggravato un trend che contraddistingue da sempre il nostro Paese dal resto d'Europa. La mancanza di un istituto universale di contrasto della povertà ha nel tempo prodotto una situazione cronica, una vasta area di disagio e insicurezza sociale che non possiamo più sopportare o ignorare. [segue...]
Per non dimenticare quei circa 25mila italiani, militari e civili che nella fase finale della seconda guerra mondiale vennero  trucidati dagli occupanti nazisti e dai repubblichini di Salò, oggi abbiamo approvato (410 favorevoli, 1 contrario, 2 astenuti. Sulla premessa 379 a favore, 2 contrari, 33 astenuti) una mozione che porta come prima firma quella del collega Andrea De Maria e che impegna il governo far sì che  con solennità e dignità si chiuda una pagina oscura della nostra storia, fatta di ‘Armadi della vergogna’  e finalmente  la giustizia arrivi per tutti  - e non soltanto per quel centinaio di vittime che hanno avuto processi e verità  - quelli che la aspettano da oltre 70 anni. [segue...]
Nove giorni di lutto, il funerale domenica 4 dicembre. Un viaggio a ritroso da L’Avana a Santiago per ripercorrere le strade che insieme ai rivoluzionari Fidel Castro aveva fatto nel 1959 per rovesciare la dittatura di Fulgencio Battista. Abbiamo visto lacrime e salti di gioia per la morte del ‘lìder maximo’: le prime tra gli abitanti di questa Cuba che dopo anni di isolamento ha riallacciato i rapporti con il presidente Obama che però sta per passare il testimone al meno dialogante Trump; i secondi tra gli esuli, soprattutto quelli di Miami. Un  rivoluzionario, un liberatore, un dittatore… Vi suggerisco un approfondimento dell’Ispi. Per sua stessa ammissione, negli anni sessanta, nelle carceri cubane c’erano 15mila prigionieri politici. [segue...]

La Direzione nazionale del Partito Democratico si è appena conclusa affidando a Matteo Renzi il mandato di proporre al Presidente Mattarella e alle altre forze politiche di dare vita ad un "governo di responsabilità istituzionale" con l'obiettivo di fare una nuova legge elettorale e portare il Paese al voto. Subito dopo, avendo il Senato approvato in via definitiva la manovra di Bilancio 2017, il Presidente del Consiglio si è recato al Quirinale per rassegnare le dimissioni, così come annunciato immediatamente dopo l'esito negativo del referendum di domenica scorsa. Si è aperta dunque oggi, anche sul piano delle procedure formali, una crisi politica e istituzionale che toccherà al Presidente Mattarella guidare più rapidamente possibile verso un esito che possa rassicurare il Paese, l'Europa e tutti i nostri partner internazionali.

La legislatura, nata in un clima di grande difficoltà e confusione, purtroppo non si concluderà - come noi avevamo sperato - con un assetto istituzionale semplificato e modernizzato. I cittadini si sono espressi in maniera difforme e non possiamo che prenderne atto. Ci saranno altri momenti per poter riflettere con maggiore serenità sulle ragioni di questa sconfitta. Resta il fatto che ora è indispensabile risolvere il nodo della legge elettorale per le due Camere, anche alla luce dei rilievi della Corte Costituzionale, per poter consegnare di nuovo la parola ai cittadini. La fotografia attuale è abbastanza intricata: sull'Italicum la Consulta ha fissato l'udienza per il 24 gennaio. La legge, pensata per una sola Camera, alla luce del referendum che ha respinto la riforma costituzionale risulta oggi ovviamente inservibile e irragionevole. D'altro canto, il precedente pronunciamento della stessa Corte sul Porcellum ha lasciato in vigore la vecchia legge solo per il Senato introducendo un meccanismo proporzionale e la preferenza singola. Impossibile pensare di mandare gli italiani a votare con due leggi così diverse, pena un risultato di totale ingovernabilità. Si può invece - in tempi brevi e tenendo conto anche delle valutazioni della Consulta - cercare in Parlamento una convergenza tra le forze politiche per armonizzare le norme elettorali. Con quale Governo? La proposta del PD si è rivolta e si rivolge a tutti. Vedremo le risposte e le proposte degli altri gruppi. In ogni caso sarà il Presidente della Repubblica a valutare le condizioni per formare un Governo e proseguire per alcuni mesi l'attività parlamentare. Per fare qualcos'altro oltre alla legge elettorale? Per fare quello che serve, quello che è possibile e necessario. Per affrontare eventuali emergenze - a cominciare dal dopo-terremoto al tema cruciale delle banche - per completare l'iter di leggi importanti come la delega sulla povertà, per rasserenare ed abbassare i toni del dibattito pubblico e portare il Paese alle prossime elezioni in un clima più pacato di quello che abbiamo vissuto in questi ultimi tempi.

 

E il PD? Credo sia tempo di un chiarimento, di una discussione vera. Per ridisegnare il nostro profilo, la base dei valori comuni che può unirci, le regole di comportamento condivise...

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Oltre i nostri confini, l'appello del fisico teorico e scrittore Stephen Hawking da La Repubblica.

7 dicembre 2016--Essendo un fisico teorico che vive a Cambridge, ho vissuto la mia vita in una bolla di eccezionale privilegio. Cambridge è una città insolita, tutta incentrata su una delle grandi università del pianeta. All’interno di questa città, la comunità scientifica di cui sono entrato a far parte quando avevo vent’anni è ancora più esclusiva. E all’interno di questa comunità scientifica, il gruppo ristretto di fisici teorici internazionali con cui ho trascorso la mia vita lavorativa potrebbe a volte essere tentato di vedersi come un apogeo. In aggiunta a tutto questo, con la celebrità che mi hanno procurato i miei libri e l’isolamento imposto dalla malattia, ho la netta impressione che la mia torre d’avorio diventi sempre più alta. [segue...]

Ancora una riflessione sul dopo-referendum. Quella di Mauro Magatti su L'Avvenire.

7 dicembre 2016--Quando due anni e mezzo fa Matteo Renzi è diventato capo del governo, una buona parte del Paese – non solo e non necessariamente orientata politicamente verso il centrosinistra – ha creduto davvero nella possibilità di aprire una stagione nuova. Di riprendere il sentiero della crescita, interrotto ormai da molto tempo, trovando una nuova sintesi tra sviluppo e democrazia. Il referendum sulla riforma costituzionale rappresenta una brusca interruzione di quel percorso. Che può mandare un’altra volta il Paese fuori strada. Eppure, come spesso capita nella vita, non è detto che da questi giorni difficili debbano necessariamente derivare disastri... [segue...]

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Marina Sereni, 2009-2015