Mai forse come in questo momento la politica ha avuto bisogno di una visione sovranazionale. La crisi sta mettendo duramente alla prova la credibilità di Parlamenti e Governi nazionali in tutti i Paesi sviluppati con conseguenze drammatiche sulle condizioni di vita di fasce sempre più ampie di popolazione. Recessione e disoccupazione si sommano a speculazione e instabilità dei mercati finanziari. L'economia reale conta sempre meno mentre la finanza condiziona la vita politica tanto da far dubitare delle istituzioni democratiche come le abbiamo conosciute.
Intendiamoci: lavoro e impresa producono ricchezza e sostengono la vita di miliardi di persone, le politiche nazionali possono ancora incidere su molti aspetti. E' per questo che noi oggi, in Italia, dobbiamo spingere il Governo Monti a fare scelte concrete per sostenere i ceti più deboli e per aiutare la crescita. Pur nella ristrettezza della finanza pubblica si può e si deve realisticamente lavorare a misure che accelerino i pagamenti della Pubblica Amministrazione verso le imprese, che allentino i vincoli del patto di stabilità per gli Enti Locali al fine di favorire gli investimenti, che introducano nuove tutele per i lavoratori in difficoltà, che diano fiducia e speranza ai cittadini e alle famiglie (...). Resta tuttavia evidente che non esistono soluzioni nazionali alla crisi globale e che stanno venendo al pettine tutti i nodi di una globalizzazione finanziaria avvenuta sotto il segno dell'egemonia della destra liberista alla quale le forze progressiste non hanno saputo opporre una visione alternativa. Leggi tutto...