"Un altro giorno è andato, la sua musica è finita..." si potrebbe dire citando una bella canzone di Guccini: è finito un altro vertice europeo, il primo del 2012, ed è come sempre difficile dire se sia stato un successo, se le luci siano più delle ombre, se funzionerà. L'Italia si è presentata all'appuntamento con autorevolezza, forte di provvedimenti molto importanti già approvati e di un sostegno parlamentare decisamente ampio sulla linea da tenere in Europa. Tuttavia i resoconti ci dicono di un summit in cui alcune decisioni sono state rinviate, come il rafforzamento del fondo salva stati, e in cui le linee di politica per la crescita sono restate vaghe e piuttosto sullo sfondo. Tutto questo mentre per la Grecia, e ora anche per il Portogallo, i pericoli di default sono ancora enormi e le risposte a livello europeo troppo timide. La crisi contro cui l'Europa si sta battendo non è passeggera, richiede non solo un forte grado di solidarietà e di unità tra gli Stati membri ma anche una nuova consapevolezza dei cittadini europei. Ieri, in un incontro organizzato dal Pd de La Louviere in Belgio, abbiamo discusso con i nostri amici del Partito Socialista Belga della necessità di riformare l'impalcatura europea e di elaborare una piattaforma comune delle forze progressiste per il lavoro, la solidarietà, la crescita. Questioni che il Pd ha messo, non a caso, al centro della prima giornata della nostra ultima Assemblea Nazionale. Di sola austerità l'Europa può morire ed è compito delle forze riformatrici e progressiste offrire un progetto che guardi oltre l'emergenza e oltre le politiche monetariste e finanziarie. Tuttavia credo servano altri due elementi per orientare la nostra azione... Leggi tutto...