Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>35</b> Eventi da me promossi
<b>170</b> Interventi e partecipazioni a Montecitorio
<b>141</b> Impegni in Italia
<b>55 </B> Missioni e incontri internazionali
08-11-2017
DOPO IL XIX CONGRESSO DEL PCC
"ITALIA PARTNER IMPORTANTE PER LA CINA DELLA 'NUOVA ERA', PREPARIAMOCI"
Nel quadro delle iniziative promosse dall'Ambasciata della Repubblica Popolare di Cina in occasione del 19esimo Congresso del PCC - appena conclusosi a Pechino con la rielezione del Segretario Xi Jinping e dei nuovi organismi dirigenti - si è svolto oggi un seminario di approfondimento e riflessione al quale ho avuto l'onore di partecipare come relatore insieme a Romano Prodi, Francesco Rutelli, Riccardo Sessa. Ecco il mio intervento

 

 

Ringrazio molto l’ambasciatore per questa iniziativa di approfondimento. La folta presenza  in questa sede testimonia il grado di interesse e di attenzione con il quale l’Italia guarda alla Cina e agli esiti del XIX Congresso del PCC. Interesse e attenzione almeno proporzionali alle dimensioni demografiche, economiche e geopolitiche della Cina. Cercare di capire, cercare di conoscere la Cina di oggi è indispensabile per andare oltre le banalizzazioni e i pezzi di colore che alcuni giornali italiani hanno dedicato al Congresso del Partito Comunista Cinese.  Che cosa ci ha consegnato la sua conclusione? La Cina che abbiamo visto dal 19esimo Congresso del PCC, seppure da lontano,  è un grande Paese che afferma se stesso come attore globale e che identifica anche le sfide interne guardando al mondo. Quindi la "Nuova Era del socialismo con caratteristiche cinesi" non si ferma alle sfide interne, parte da lì per guardare al mondo. E, poiché in un mondo multipolare, multicentrico, la stabilità e a sicurezza dipendono dai comportamenti concreti dei singoli attori, la Cina ha mandato al mondo un messaggio di consapevolezza sulle responsabilità che le competono.  Non soltanto quindi la rivendicazione di un ruolo, ma anche la consapevolezza degli oneri che ne derivano. Visto da qui questo XIX congresso ha rappresentato anche un consolidamento, un rafforzamento della leadership di Xi Jinping: c’è  stato l'inserimento del pensiero di Xi Jinping nello Statuto del Partito, c’è stato anche l’inserimento della Belt and Road Initiative, che dunque va oltre la dimensione di un grande progetto infrastrutturale e di connettività, e assume il valore di una visione strategica globale.  Il Congresso, con l'approvazione del Rapporto, ha confermato obiettivi molto ambiziosi: quelli del cosiddetto "doppio centenario", una società moderatamente prospera entro il 2021 e una società prospera e avanzata entro il 2049, con la tappa intermedia della modernizzazione entro il 2035, gettando lo sguardo molto più avanti rispetto al futuro prossimo. Non i prossimi cinque anni, ma i prossimi 30. Per quanto riguarda noi, le relazioni tra noi e la Cina, mi sembra escano confermati due elementi. Il primo: Europa e Cina, Italia e Cina sono espressione di sistemi politici ed economici differenti.  E ciascuno è geloso della propria differenza… Abbiamo anche attraversato gli ultimi anni in una condizione molto diversa: l’Italia e l’Europa hanno dovuto fare i conti con una crisi economica pesantissima, che ha distrutto molta ricchezza e molti posti di lavoro. La Cina, ancorché in un rallentamento dell’economia mondiale, ha avuto tassi di crescita ancora importanti.  Tuttavia questi due sistemi Italia-Cina, Europa-Cina, hanno di fronte sfide comuni. Ne cito alcune, le più importanti.

 - La  lotta alle diseguaglianze e alla povertà, cresciute in questi anni. Per noi, come conseguenza della crisi, per la Cina, paradossalmente,  forse come risultato dello sviluppo, della crescita industriale, della modernizzazione.

 - Sostenibilità ambientale della crescita…Non a caso abbiamo tutti aderito all’Accordo sul clima di Parigi, Cop21.  

- Innovazione tecnologica e rapporto con i modelli di produzione, questione che pone anche la domanda di chi governa l'innovazione. Il piano Industria 4.0 è per noi una grande sfida, quanto lo è Made in China 2025.

- Regolazione pubblica e mercato. Pur nelle diversità entrambi i sistemi economici mi sembra che, a questa fase dello sviluppo mondiale, si debbano porre il tema di quali regole pubbliche siano necessarie per il mercato. Infine, condividiamo la sfida comune che riguarda la pace e la sicurezza, perché  le minacce, in un mondo multipolare, multicentrico e molto inquieto,  sono minacce per tutti. Il secondo punto: gli spazi di collaborazione tra i nostri due Paesi. Sono potenzialmente enormi. Perché potenzialmente? Perché se vogliamo prendere sul serio le novità del Congresso, la Nuova Era di cui parla il rapporto di Xi Jinping al Congresso appena concluso, l’ambizione di quegli obiettivi: più qualità, più innovazione, più attenzione all’ambiente…allora mi sembra che la Cina non potrà fare a meno di partenariati internazionali, sempre più intensi, ma anche sempre più selettivi, più sofisticati perché siano reciprocamente vantaggiosi. E’ una  sfida anche per noi: più qualità piuttosto che più quantità, credo sia un tema che ci riguarda. L’Italia dovrà saper valorizzare le proprie eccellenze e competenze per poter essere partner, per trovare i terreni su cui siamo complementari,  per essere protagonista dentro una cooperazione win win. Dobbiamo prepararci. Mi sembra di poter concludere così. L'Italia può essere, lo è già ma può essere ancora di più, partner importante per la Cina della Nuova Era, per quell'ambizione che abbiamo visto emergere dal Congresso se riesce a fare ed essere "sistema", ad avere una sua strategia, se  anch'essa scommette sempre di più sulla qualità. Grazie dell'attenzione.

Marina Sereni, 2009-2015