Marina Sereni
Marina Sereni
<b>949</b> Ore. <b>22%</b> Totale sedute
<b>34</b> Eventi da me promossi
<b>150</b> Interventi a Montecitorio
<b>135</b> Impegni in Italia
<b>55 </B> Missioni e incontri internazionali
10-07-2017
LAVORO E FISCO


CONTRO IL CAPORALATO

Per contrastare una delle piaghe più gravi che affliggono la nostra agricoltura. Il fenomeno dell’intermediazione illegale e dello sfruttamento lavorativo diffuso soprattutto in agricoltura – secondo stime sindacali e delle associazioni di volontariato – coinvolge circa 400.000 lavoratori in Italia, sia italiani che stranieri, ed è diffuso in tutte le aree del Paese e in settori dell’agricoltura molto diversi dal punto di vista della redditività, dal pomodoro ai prodotti della viticoltura.

 

 LO STATUTO DEL LAVORO AUTONOMO

 Sono lavoratori come gli altri, ma non avevano gli stessi diritti né le stesse tutele. Lavoratori di serie B, partite Iva, freelance e professionisti,  che tanto contribuiscono alla crescita e all’innovazione nel nostro Paese, sono stati per vent’anni abbandonati nel far west della flessibilità. Lo Statuto del lavoro autonomo (non imprenditoriale) ha riempito il vuoto ed ha esteso a 2 milioni di lavoratori diritti essenziali come la maternità, la malattia, il giusto compenso e la disoccupazione.


STOP ALLE DIMISSIONI IN BIANCO

Mai più dimissioni “in bianco”. Mai più far firmare al lavoratore - ma, più spesso, alla lavoratrice - la lettera di dimissioni all’atto dell’assunzione, dunque nel momento di massima debolezza, che permetteva poi al datore di lavoro di “liberarsi” di quel lavoratore o lavoratrice a sua discrezione e senza corrispondere alcuna indennità. La nascita di un figlio, una malattia o un infortunio, potevano essere tutti motivi per licenziare indiscriminatamente una persona. Con le nuove procedure introdotte non potrà più accadere. Dopo nove anni, abbiamo riconquistato una norma di civiltà varata nel 2007 e poi, come primo atto del suo Governo, abrogata da Berlusconi nel 2008.

OTTANTA EURO IN BUSTA PAGA

Lo chiamano 'bonus', ma sono 960 euro l’anno a testa, per sempre, un sostegno concreto ai redditi medio-bassi. Dal maggio del 2014, chi guadagna meno di 1500 euro netti al mese ha in busta paga 80 euro in più al mese. E’ un “bonus” ma non è “una tantum”, perché è un’entrata stabile e importante per molte famiglie italiane. Le persone che hanno diritto a questa misura sono 11,2 milioni, un italiano su cinque. È la più grande operazione di redistribuzione salariale mai fatta in Italia, resa strutturale con la legge di stabilità del 2015. Inoltre, con la legge di stabilità 2016 ne abbiamo prevista l’estensione a chi presta servizio nelle forze armate e dell’ordine e nei Vigili del fuoco.
 


IL 730 PRECOMPILATO

E’ un vero e proprio “boom”. Sono stati 2,3 milioni gli italiani che hanno utilizzato il 730 precompilato per le dichiarazioni relative al 2016, superando nettamente il dato dell’anno scorso. È il risultato di un intervento che abbiamo voluto fortemente per semplificare il complicato rapporto tra contribuenti e fisco e quindi la vita delle persone. Serve a questo l’introduzione della dichiarazione precompilata per i lavoratori dipendenti, i pensionati e tutti coloro che presentano il modello 730.

 



RIPRESA E OCCUPAZIONE

 Dopo anni in cui tutti gli indicatori economici avevano davanti, inesorabilmente, il segno “meno”, dal 2014 le cose sono iniziate a cambiare, l’Italia ha cominciato ad uscire dalla crisi e ha ripreso un cammino di crescita. E il segno “più” accompagna ora stabilmente tutte le statistiche. Il primo e più evidente esempio è il nostro Prodotto Interno Lordo: se nel 2012 il PIL diminuiva del 2,8 % e nel 2013 dell’1,7%, l’anno seguente ha fatto la sua comparsa il segno “più”. E quindi +0,1% nel 2014, +0,8% nel 2015 e +0,9% nel 2016, con una inversione di tendenza che non solo si è mantenuta costante ma si è rafforzata negli anni e con un incremento complessivo dell’1,8% nel triennio.




BILANCIO CAMERA

 

Marina Sereni, 2009-2015