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05-02-2008

LO STATUTO DEL PARTITO DEMOCRATICO

Lo statuto, le primarie e le elezioni: coinvolgere per mobilitare

Care Democratiche e cari Democratici, cari amici,

ho ricevuto molte mail sul tema delle Primarie per le candidature nelle Assemblee elettive prima della riunione conclusiva della Commissione Statuto di venerdì e sabato scorsi. Potete leggere il testo licenziato dalla Commissione ed inviato al presidente Prodi e al segretario Veltroni per l’Assemblea Costituente Nazionale che si terrà con ogni probabilità il 16 febbraio prossimo. Come vedete all’articolo 18 (comma 9) è stato approvato l’emendamento “Sereni ed altri” con una riformulazione proposta dal Presidente della Commissione Vassallo.

Mi sembra un risultato importante, perché l’articolo stabilisce il principio delle primarie per le cariche nelle Assemblee elettive, pur lasciando aperta la possibilità di ricorrere, anche in relazione ai diversi sistemi elettorali, ad altre forme di ampia consultazione democratica. Poiché era giusto trovare su questo argomento un equilibrio tra diversi punti di vista, credo si possa dire che la Commissione ha fatto un buon lavoro.

Ora ritengo però che sia giusto ragionare sulla situazione che dovremo affrontare nelle prossime settimane, immediatamente dopo l’approvazione dello Statuto da parte dell’Assemblea Nazionale. Lo Statuto infatti in condizioni “a regime” rinvia all’approvazione di un regolamento quadro (art. 18 comma 3) mentre in caso di interruzione anticipata della attuale legislatura rimanda ad un regolamento approvato dal Coordinamento nazionale a maggioranza qualificata (art. 18, comma 9; art. 45, comma 2).

Se – come sembra – si andrà a votare il 13 aprile, le liste si dovranno presentare entro il 9-10 marzo. I tempi sono oggettivamente strettissimi ed è realistico immaginare che non sia possibile organizzare vere e proprie primarie. Tuttavia il valore della partecipazione democratica per il PD è un fatto di sostanza e non soltanto di metodo. Nelle assemblee di queste settimane tanti cittadini e cittadine ci hanno chiesto di andare da soli, di mostrare il nostro profilo ideale e programmatico, di puntare sulla novità del PD. L’obiettivo da perseguire è, a mio avviso, difficile ma non impossibile: costruire in pochissimi giorni un percorso negli organismi dirigenti regionali e nazionali per la scelta delle candidature che contenga anche un momento di partecipazione degli elettori e delle elettrici; darci delle regole omogenee e trasparenti che consentano di capire il perché e il come delle proposte che avanziamo per le prossime elezioni.


Certo coinvolgere gli elettori in questo percorso significa un “di più” di lavoro e di mobilitazione che però avrebbe un valore politico enorme e ci farebbe iniziare bene la campagna elettorale, segnando in modo inequivocabile la differenza tra noi e la coalizione-carovana della destra.

So che organizzare questo percorso non è affatto scontato e credo sia giusto rifletterci con grande serenità e serietà esaminando tutte le ipotesi e soprattutto evitando tra di noi un confronto strumentale tra chi vuole le primarie più primarie delle primarie e chi si trincera dietro pur fondate ragioni organizzative.

A presto, Marina Sereni




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