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G20 DELUDENTE: I PROGRESSISTI PROPONGANO UN PENSIERO NUOVO

I resoconti degli incontri del G8 e del G20 non sono esaltanti. A ormai tre anni dall'inizio della crisi finanziaria i governi dei paesi più importanti del mondo non riescono a darsi una linea comune per un futuro migliore. Intanto sulle regole del gioco. Quando la crisi esplose e cominciarono a fallire i giganti della finanza mondiale dall'altra parte dell'Oceano, quando dalla finanza la crisi passò rapidamente all'economia reale colpendo imprese e lavoratori, quando dagli Usa la febbre si propagò in tempi strettissimi all'Europa e perfino ai paesi emergenti tutti affermarono lo stesso concetto: nulla potrà essere più come prima, bisogna dare al mercato e alla finanza nuove regole improntate all'etica, alla trasparenza e alla tutela dei risparmiatori. Di quell'impegno a Toronto si è colto il pregevole sforzo di elaborazione del Financial Stability Board coordinato dal Governatore Draghi. I quattro punti della lettera del FSB sono importanti: maggiore stabilità patrimoniale delle banche così da resistere meglio agli shock esterni; riduzione dell'azzardo morale da parte degli intermediari; regolamentazione del mercato dei derivati nel segno della trasparenza; riforma delle regole globali sugli incentivi al sistema bancario. Ma le scelte concrete sono nuovamente rinviate e di fatto sono nelle mani dei singoli governi. Soltanto negli Stati Uniti il Presidente Obama ha avuto il coraggio di aprire al Congresso la pagina della riforma dei mercati finanziari, anche perchè gli aiuti che lo Stato ha destinato al salvataggio delle banche sono ingenti e l'opinione pubblica americana si domanda qual è il beneficio per l'insieme dell'economia della nazione. Leggi tutto...

ALLE IMPRESE SERVONO RIFORME VERE E NON I GIOCHI DI PRESTIGIO DI TREMONTI

Se un extraterrestre leggesse l'art. 41 della Costituzione attuale "L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali" e l'aggiunta che dovrebbe essere approvata dal Consiglio dei Ministri "La Repubblica promuove il valore della responsabilità personale in materia di attività economica non finanziaria. Gli interventi regolatori dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali che riguardano le attività economiche e sociali si informano al controllo ex post" che idea si farebbe dell'Italia? Il Ministro Tremonti si vanta spesso di non essere un economista ma un giurista con orientamento ai problemi economici e finanziari. Domando: ma è davvero necessario deturpare la nostra bella Costituzione per aumentare la libertà economica nel nostro Paese? Quali sono nell'attuale art. 41 le parole che evocano alle orecchie del Ministro impacci burocratici o vincoli insostenibili? In Italia non c'è bisogno di giochi di prestigio, ma di regole certe per le imprese, di servizi attenti al sistema produttivo, efficienti e innovativi, di legalità, trasparenza e certezza del diritto, di un fisco più leggero su lavoro e produzione, di ricerca e innovazione tecnologica, di concorrenza leale, di qualità delle risorse umane disponibili. Cosa ha impedito e impedisce a questo Governo di mettere mano a tutto questo? Leggi tutto...

TAGLI SENZA RIFORME? NON PER IL PD: LA NOSTRA PRIORITA' E' LA CRESCITA

"Hanno partorito un mostro. La manovra è profondamente iniqua e assolutamente priva di misure strutturali capaci di ridurre il debito, avviare riforme per far ripartire la crescita e convincere i mercati. Il provvedimento è peggio di quanto ci si potesse aspettare. Alle Regioni e agli Enti Locali si impongono tagli insostenibili che inevitabilmente si scaricheranno sui cittadini. La tracciabilità dei pagamenti da 5.000 euro in su non colpirà l'evasione mentre si conferma l'introduzione di una sorta di condono edilizio per premiare, ancora una volta, chi non rispetta le regole. Si colpiscono i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, impoverendo ulteriormente quei ceti medio-bassi i cui consumi sarebbe invece saggio sostenere per far riprendere la crescita. Insomma la filosofia della manovra è tutta tesa a "fare cassa". Invece servono riforme vere. Se avranno il coraggio di fare proposte serie nel segno della giustizia sociale e dell'innovazione il Pd non potrà sottrarsi dal fare la propria parte. Ma così non capisco davvero quale senso di responsabilità dovrebbe muoverci. Penso piuttosto che in questa circostanza il Pd ha l'occasione di dimostrare che, oltre a saper fare l'opposizione, abbiamo una nostra idea di cosa serve oggi all'Italia. La nostra priorità si chiama crescita: solo così si può tenere insieme equità sociale e risanamento finanziario. Proviamo a rispondere a questa destra pasticciona con proposte che traducano questa priorità in scelte concrete e immediatamente praticabili. E' un po' più difficile che dire dei NO e dei SI' ma forse è anche più utile al Paese". Leggi tutto...

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