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PREPARIAMOCI AL DOPO, SENZA PASTICCI, PER IL BENE DELL'ITALIA Si respira un clima pesante nella destra italiana, nelle Aule e nei corridoi di Montecitorio regnano l'incertezza, la confusione, il retroscena sui colloqui veri o presunti tra esponenti politici dei due schieramenti. E intanto fuori, nel Paese reale, ci sono lavoratori che perdono il posto, ragazzi e ragazze che non hanno alcuna certezza per il futuro, imprese che faticano a resistere alla crisi, terremotati abruzzesi che non vedono la prospettiva di una vera ricostruzione (...). I fatti di queste ore ci consegnano una rottura drammatica nel Pdl e una crisi istituzionale che richiedono una iniziativa da parte del Pd. Ci sono due dati da cui il maggior partito dell'opposizione non può prescindere: è necessario mettersi in sintonia con le persone in carne ed ossa, con chi lavora e produce, con i problemi veri dell'Italia, fare un'opposizione efficace e denunciare con forza che questo centrodestra non è in grado di governare. Al tempo stesso dobbiamo saper vedere che siamo di fronte al fallimento del Pdl e alla conclusione di una lunga stagione politica che ha segnato nel bene e nel male (per noi più nel male che nel bene) la vita di questo nostro Paese negli ultimi due decenni. Attenzione, Berlusconi non è ancora uscito di scena, combatte, cerca in ogni modo di distruggere gli innumerevoli ostacoli che sta incontrando nel suo cammino: Fini è il primo della lista ma non è l'unico, ormai la partita del "dopo Berlusconi" è aperta nel centrodestra e la Lega può decidere di separare il suo destino da quello del Premier. Di fronte a questo scenario, oggettivamente in movimento, il Pd non può stare fermo e condannarsi all'irrilevanza. Leggi tutto... |
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NON DIAMO PER SCONTATO CHE BERLUSCONI SIA GIA' USCITO DI SCENA "Un ennesimo voto di fiducia e ... voilà! Il decreto che corregge i conti pubblici per 25 miliardi di euro passa al Senato e viene inviato "blindato" alla Camera. Non sappiamo se davvero il Governo riuscirà ad approvare la manovra estiva alla Camera senza ulteriori modifiche, certo è che siamo ormai di fronte al tentativo di annullare totalmente la funzione del Parlamento. Fuori, davanti a Montecitorio, in questi mesi abbiamo incontrato e ascoltato i lavoratori dell'Eutelia, i terremotati dell'Abruzzo, i sindaci e i presidenti di Regione, gli studenti e gli insegnanti, i ricercatori universitari, le persone disabili, i poliziotti, i vigili del fuoco "discontinui"... Dentro, come se il mondo esterno non esistesse, continuiamo a vedere una maggioranza litigiosa e confusa che rifiuta di confrontarsi e nasconde nella protervia di continui voti di fiducia la sua incapacità di affrontare i nodi di fondo della situazione economica e sociale del Paese. Gli effetti della crisi si fanno sentire su un numero sempre più alto di persone e famiglie ma Tremonti rilascia interviste soddisfatto, mentre il Governo perde pezzi per il dilagare di scandali che uniscono personaggi oscuri e poco raccomandabili con esponenti del Pdl e dell'esecutivo. La manovra esce dal Senato con alcune modifiche che, se possibile, ne peggiorano di gran lunga la qualità. Se si è riusciti a "ridurre il danno" sul problema della disabilità che dire invece dell'emendamento sulle quote latte che premia, tanto per cambiare, i furbi che non rispettano le regole ed espone l'Italia ad una infrazione a livello comunitario?" Leggi tutto... |
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G20 DELUDENTE: I PROGRESSISTI PROPONGANO UN PENSIERO NUOVO I resoconti degli incontri del G8 e del G20 non sono esaltanti. A ormai tre anni dall'inizio della crisi finanziaria i governi dei paesi più importanti del mondo non riescono a darsi una linea comune per un futuro migliore. Intanto sulle regole del gioco. Quando la crisi esplose e cominciarono a fallire i giganti della finanza mondiale dall'altra parte dell'Oceano, quando dalla finanza la crisi passò rapidamente all'economia reale colpendo imprese e lavoratori, quando dagli Usa la febbre si propagò in tempi strettissimi all'Europa e perfino ai paesi emergenti tutti affermarono lo stesso concetto: nulla potrà essere più come prima, bisogna dare al mercato e alla finanza nuove regole improntate all'etica, alla trasparenza e alla tutela dei risparmiatori. Di quell'impegno a Toronto si è colto il pregevole sforzo di elaborazione del Financial Stability Board coordinato dal Governatore Draghi. I quattro punti della lettera del FSB sono importanti: maggiore stabilità patrimoniale delle banche così da resistere meglio agli shock esterni; riduzione dell'azzardo morale da parte degli intermediari; regolamentazione del mercato dei derivati nel segno della trasparenza; riforma delle regole globali sugli incentivi al sistema bancario. Ma le scelte concrete sono nuovamente rinviate e di fatto sono nelle mani dei singoli governi. Soltanto negli Stati Uniti il Presidente Obama ha avuto il coraggio di aprire al Congresso la pagina della riforma dei mercati finanziari, anche perchè gli aiuti che lo Stato ha destinato al salvataggio delle banche sono ingenti e l'opinione pubblica americana si domanda qual è il beneficio per l'insieme dell'economia della nazione. Leggi tutto... |
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